Beach Rugby: Syrako, fine di un sogno
Un incubo piuttosto che un sogno. Grado irraggiungibile per la Syrako. Una beffa che si consuma quando ormai la partecipazione dei siracusani alla tappa nazionale che è in corso di svolgimento in terra friuliana sembrava certa. Gianni Saraceno e compagni hanno ottenuto sul campo il pass per le finali italiane. Avrebbero potuto presentarsi nella cittadina del nord-est italiano. Non l’hanno fatto. Perché? Non certo perché la fase nazionale del torneo di beach rugby, riservata alle vincitrici dei circuiti regionali, non si disputa, quanto invece, a motivo del fatto che ogni squadra è stata costretta a sborsare di tasca propria la cifra necessaria per viaggio e soggiorno nella cittadina friulana. Syrako colpita ed affondata sul più bello, quando, cioè, pregustava già la possibilità di affrontare le squadre più forti e competitive di questa disciplina, misurandosi con delle vere e proprie fuoriserie di questo sport. Legittima l’amarezza del clan aretuseo. “E’ naturale che siamo molto arrabbiati per l’esito di questa vicenda e per il modo in cui siamo stati trattati – ha detto Saraceno -. Ci siamo impegnati sin dall’inizio nelle varie tappe siciliane dando il massimo in campo per costruire, gara dopo gara, questo sogno. Abbiamo lottato con tutte le nostre energie, sfidando le alte temperature e spostamenti logistici non sempre comodi. E’ vero, ci ha spinto la passione e la voglia di divertirsi, ma uno stimolo importante era rappresentato anche da questo viaggio oltre stretto. Volevamo cimentarci in questa nuova esperienza ma le nostre speranze si sono infrante quando, a metà settimana, siamo stati avvertiti dalla Lega che il suo delegato, Giorgio Bartoli, si era preso gioco di noi poichè a più riprese ci aveva comunicato la disponibilità della Lega ad ospitare le dodici finaliste. Stiamo valutando – continua Saraceno - l’ipotesi di ricorrere alle vie legali per il risarcimento almeno dei danni morali, visto tutto quello che è successo. Di certo l’intero movimento italiano del beach ne esce con le ossa rotte,dato che, oltre alla Syrako, ci sono altre squadre che non hanno potuto permettersi trasferimento e soggiorno in terra friulana”.
Quella bianconera aveva brindato al successo siciliano nella Trinacria Cup in coincidenza della tappa di Capo Peloro. A Messina, due settimane fa, malgrado il gradino più basso del podio, gli aretusei erano riusciti a difendere il primo posto in classifica generale e a laurearsi campioni regionali. La Syrako è rimasta in sede non solo perché non aveva la disponibilità economica necessaria per questo lungo viaggio ma anche perché si è sentita tradita da un organismo, quella della neonata Lega di beach rugby, che ha palesato disorganizzazione e scarso feeling nelle sue componenti.











